al cinema - Death Race - dal 28 Novembre 2008 (scheda film - trama - recensione - trailer - locandina - commenti)

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Scritto da Sergio Gallo aka \\WappO • Martedì, 25 novembre 2008 • Categoria: Action, Al Cinema, Suspence/Thriller

Terminal Island: In un futuro molto vicino.
Il mondo, affamato di sport estremi e di gare dei reality show, ha generato una TV sempre più violenta. Adesso si è giunti alla gara più estrema ed i partecipanti sono reclusi per omicidio.
Automobili truccate, brutti ceffi in gabbia and e navigatori "bollenti" si uniscono in una super serie di reality con un rating superiore al Super Bowl. Le regole di Death Race sono semplici: vinci cinque gare e vieni liberato. Perdi e il macabro spettacolo della tua morte sulla strada finisce su internet .
La star internazionale JASON STATHAM (serie TV Transporter, The Bank Job) è l'interprete principale in un cast mozzafiato, nei panni del tre volte campione di velocità Jensen Ames, un ex carcerato finito dentro per aver commesso un omicidio raccapricciante. Obbligato a far gettare la maschera a Frankenstein, uno dei preferiti del pubblico di Death Race che sembra impossibile uccidere, ad Ames viene chiesto di scegliere tra due semplici opzioni dalla spietata Warden Hennessey (JOAN ALLEN di The Bourne Supremacy e The Bourne Ultimatum) di Terminal Island: infilarsi la tutta e gareggiare o non rivedere mai più la sua ragazza.

Col volto nascosto da una maschera orribile, un recluso deve prendere parte alla folle gara di tre giorni per potersi riconquistare la libertà. Ma per poter ricevere l'ambito premio, Ames deve sopravvivere agli attacchi dei più orribili criminali—compreso la sua nemesi Machine Gun Joe (TYRESE GIBSON di Transformers, 2 Fast 2 Furious)—provenienti dal penitenziario più rigido del paese. Addestrato dal suo trainer (IAN MCSHANE di Deadwood, la bussola d'oro) a guidare una Mustang V8 Fastback mostruosamente modificata ed equipaggiata di due mini mitragliette, lancia fiamme e spargi napalm, un uomo innocente distruggerà tutto quello che incontrerà sul suo percorso per vincere la gara più violenta del mondo.

Curiosità sul Film

Tutti pronti per La gara della morte (Death Race)

Non sorprende affatto che i filmaker inglesi Paul W.S. Anderson e Jeremy Bolt fossero dei fan del film Anno 2000 la corsa della morte, del quale Roger Corman è stato il produttore esecutivo. Considerando che i due si sono fatti conoscere con il film Shopping—un racconto macabro su ragazzi che rubano automobili ambientato nel futuro—è abbastanza naturale che sino stato attratti dal mondo creato dal produttore Corman e dal regista Paul Bartel nel 1975.
Ricorda Anderson del film originale: “Ho amato molto il film di Corman. L'ho visto in video quando ero ancora adolescente e vivevo in Inghilterra. Era il tipo di film che i tuoi genitori non volevano che vedessi perché era pieno di violenza insensata e di nudità gratuite. E quindi, naturalmente, io lo adoravoâ€.
Ad una proiezione di Shopping al 7° Tokyo International Film Festival, il produttore Bolt e Anderson hanno incontrato Corman per la prima volta e discusso con lui l'idea di rivedere Anno 2000 la corsa della morte per il pubblico di oggi. All'epoca, Anderson e Bolt stavano per iniziare a realizzare Event Horizon- Punto di non ritorno per la Paramount, lo studio dove per la prima volta hanno incontrato Paula Wagner e Tom Cruise. I due partner avevano appena lanciato la C/W Productions ed hanno subito espresso interesse nello sviluppo del progetto.
Racconta Bolt: “Ho incontrato Paula all'Hotel Dorchester a Londra, e lei mi ha confermato che si trattava di un'idea fantastica. Così hanno deciso di entrare nel progetto, opzionato il materiale secondo i loro accordi con la Paramount ed hanno cominciato a svilupparlo.A quel punto l'idea era quella di realizzare un film il cui spirito fosse simile a quello di Roger. In altre parole era vagamente satiricoâ€.
Ci sono voluti oltre dieci anni affinché il progetto decollasse definitivamente. Ispirandosi alla crescente ossessione del pubblico per i reality, Anderson e i produttori hanno deciso di ambientare il film in un imprecisato futuro piuttosto prossimo. Avrebbero incorporato la reality TV più estrema e trasformato i partecipanti alla gara in piloti di automobili in lotta tra loro stile gladiatori.
Anderson, che nel frattempo aveva diretto e prodotto progetti del calibro di Resident Evil e AVP: Alien vs. Predator, si è incaricato di riscriverlo, e il film è diventato un progetto della Universal. Della Terra da lui immaginata spiega, “E' un mondo un po' più duro e grezzo di quello in cui viviamo adesso, ma ancora facilmente riconoscibile. L'aumento della criminalità e il fatto che la reality TV sia molto seguita ha portato alla realizzazione di Death Race. Si tratta del reality massimo: nove partecipanti alla gara che combattono contro la morte in un percorso chiuso. Sono i gladiatori di nostri giorni, e il circuito della gara è il loro Colosseoâ€.
Mentre questo thriller d'azione è piuttosto differente dal classico di Corman, una cosa è rimasta del tutto invariata. La passione dei fan per i loro piloti preferiti e il desiderio che massacrino i loro antagonisti. Più sangue viene sparso, più questi moderni "romani" sono felici.
Alla ricerca dei reclusi: Trovare gli attori per il film
Cercando gli attori per Death Race, i realizzatori cercavano dei tipi che incarnassero il ruvido realismo del mondo immaginato da Anderson. Dopo averlo incontrato, il regista ha capito che l'attore britannico Jason Statham era il suo Jensen Ames. “L'idea era di creare un eroe appartenente alla classe operaiaâ€, spiega Anderson. “Per questo ho pensato che Jason fosse perfetto per la parte di Jensen, un uomo che ha avuto una vita difficileâ€.
Tramite Ames, Anderson prepara il futuro. Nel mondo violento ed abbrutito non c'è molta speranza, ma Ames ha trovato una ragione per vivere. “Lavora nell'acciaieria di una città in rovina. L'acciaieria sta fallendo, e lui ha appena perso il lavoroâ€, spiega Anderson. “Lui è un duro che è già stato in prigione e che ci sarebbe tornato se non avesse trovato questa donna che l'ama. hanno avuto un figlio, e lei rappresenta la sua seconda possibilità di avere una vitaâ€.
L'atleta che ha alle spalle una lunga serie di film d'azione—dalla serie TV The Transporter a Crank e The Bank Job—ha eseguito da solo la maggior parte degli stunt. Oltre all'attrazione suscitata in lui dalla parte e dalle automobili veloci, Statham è rimasto anche colpito dalla intricata visione del futuro di Anderson. “Paul rappresentava una inesauribile fonte di informazioni su questa storia†racconta Statham. “Tutto era molto dettagliato: le immagini delle automobili, le emozioni dei personaggi; aveva in mente ogni minimo particolare. Ho pensato subito che la sceneggiatura fosse emozionante, divertente, macabra, violenta e sexy.â€
Statham, che si autodefinisce un “enorme fanatico di automobiliâ€, è rimasto colpito dalle immagini di macchine veloci che Anderson gli mostrava, ed in particolare da quelle della Mustang che avrebbe guidato nei panni del “Frankenstein†di Hennessey. “Avevo già visto automobili ad ossido di azoto, ma non avevo mai visto cose simili a quelle che fa Paul in questo filmâ€, spiega Statham .
Per la guardia che sceglie Ames come sua star del volante e per l'istruttore che lo prepara alla gara i produttori non volevano degli attori che abitualmente interpretano questo tipo di ruoli. Hanno cercato invece degli attori drammatici come Joan Allen e Ian McShane per conferire maggior credibilità ai personaggi. “Non siamo abituata vedere Joan Allen in un film come questoâ€, spiega ridendo Bolt. “E' stato favoloso sentirla imprecare come un vecchio soldato, poiché in genere la vediamo in ruoli presidenziali o di preside della scuolaâ€.
Alla vincitrice del premio Tony e tre volte candidata all'Oscar Allen è stato chiesto di interpretare la guardia Claire Hennessey, una guardia carceraria molto elegante che ha praticamente in mano Terminal Island. “Il copione era molto intrigante, e sono rimasta colpita dai personaggiâ€. racconta la Allen. “Ho pensato che le automobili fossero fantastiche e l'idea di base molto emozionante. Mi ha fatto pensare a I guerrieri della notte e a Blade Runner per ambientazione e sensazioni. Quando ho incontrato Paul e visto come immaginava il tutto ho pensato solo ‘Wow, questo potrebbe diventare veramente favoloso’â€.
L'attrice era anche attratta dall'idea di interpretare un ruolo molto diverso da quelli che le offrono di solito: una sociopatica estremamente pia. “Hennessey è una rappresentazione interessante di una persona che viene talmente presa dalle cifre e dai media da dimenticarsi che in gioco ci sono delle vite umaneâ€, continua la Allen. “Il mio personaggio vede Death Race solo in termini di un programma di enorme successo che la gente desidera vedere. Ne è orgogliosissima e ne trae la massima soddisfazioneâ€.
Per il ruolo del trainer di Frankenstein i realizzatori hanno pensato a Ian McShane, che ultimamente ha recitato a Broadway nella produzione di Daniel Sullivandel dramma di Harold Pinter The Homecoming. L' attore era interessato a prendere parte ad un film che descrive come una sorta di “gara automobilistica NASCAR fino alla morte, all'interno di una prigione. Tutti guardano i reclusi che si uccidono gareggiando a bordo delle loro automobili massacrandosi l'un l'altro in questo circuitoâ€. Dal suo canto, McShane crede che “Il trainer sia uno dei buoni—un uomo onesto che è in prigione da così tanto tempo da essersi ormai rassegnato ed averne fatto la propria casa. Come meccanico capo, conosce tutte le automobili, ma lavora perlopiù sulla Mustang di Frankensteinâ€.
Il musicista ed attore pluripremiato e più volte disco di platino Tyrese Gibson sapeva che interpretare il ruolo di un pluri omicida sarebbe stata una bella sfida. “Machine Gun Joe è malvagio,†spiega Gibson. “E' un recluso, un leader e un assassino. Questo ruolo era così macabro. E' stato difficile trasformarmi in questa creatura dark sul set e poi, tra una ripresa e l'altra, tornare ad essere lo stesso di sempre: buffo, sorridente, con la battuta prontaâ€.
NATALIE MARTINEZ interpreta il ruolo della sexy e dura Case, che arriva dalla prigione femminile—come quasi tutti i navigatori. Il suo lavoro, ci fanno credere, è quello di aiutare Frankenstein a vincere la Death Race. Ma Case ha un programma tutto suo. “E' una reclusa, e la guardia le sventola la libertà sotto al naso,†spiega la Martinez. “Case si lascia manipolare facilmente e finisce col fare ciò che le chiedonoâ€. Alla Martinez, comunque, non è stato necessario chiedere di recitare da dura. Nel corso della produzione l'artista si è calata talmente nella parte da sporgersi dal finestrino del Monster durante le riprese delle sparatorie.
Nel ruolo della squadra dei meccanici di Frankenstein e del suo trainer troviamo JACOB VARGAS nel ruolo del saggio Gunner e FRED KOEHLER in quello del brillante ma timido Lists. Gli avversari di Frankenstein sono una schiera di uomini duri. Tra essi ci sono il mafioso Yao Kang, meglio noto come 14K (ROBIN SHOU); The Grimm Reaper, meglio noto come Grimm (ROBERT LASARDO), uno psicopatico che adora la guardia; e Travis Colt (JUSTIN MADER), un ex pilota delle gare NASCAR che ha ucciso una serie di persone guidando in stato di ebbrezza. Ames deve anche gareggiare contro uno dei piloti preferiti dalla Hennessey, lo psicotico leader della gang neo-Nazista Slovo “Angel Wings†Pachenko (MAX RYAN), ed anche con il braccio destro della guardia, Ulrich (JASON CLARKE).
Una volta trovati gli attori e messa insieme la troupe, si doveva creare un luogo che rappresentasse l'ultima residenza per i criminali …ed un circuito automobilistico sul quale molti di loro sarebbero rimasti per sempre.

Benvenuti all'Inferno:
Ideando un futuro molto prossimo


Mentre Anderson, i produttori e lo scenografo Paul Denham Austerberry desideravano creare un mondo decadente ambientato in un futuro a noi molto vicino, alcuni problemi si sono presentati solo una volta decisi i luoghi per gli esterni. La soluzione è stata trovata Montreal, dove è stata realizzata la Terminal Island nell'ormai abbandonata fabbrica di treni di Alstom nel distretto di Pointe St. Charles. La fabbrica è stata utilizzata come luogo principale per le riprese in esterno offrendo un ambiente cupo e industriale perfetto per la produzione. Per Alstom c'era inoltre spazio sufficiente per costruire alcuni degli interni dell'isola . Poiché la maggior parte dell'infrastruttura era ormai distrutta, la squadra ha dovuto ricostruire il sistema idrico ed elettrico per poterla utilizzare.
Spiega Anderson: “I luoghi sembrano costruiti apposta per girarci il nostro film, ma esistevano già; sono stati fondamentali per la realizzazione di Death Race. Il film non era stato scritto per essere girato in quei luoghi, e quindi ho dovuto riscrivere le scene per poterle ambientare all'interno di questi scenari meravigliosi che avevamo trovatoâ€.
La squadra ha immaginato il circuito trappola della morte tra due magazzini in disuso di Alstom. “Il percorso diritto tra i due magazzini con le gru ai lati era perfetto per la garaâ€, spiega Austerberry. “Specialmente di notte, sembrava di stare su un altro pianeta. Appena l'abbiamo vista abbiamo capito che dovevamo utilizzarla. La chiave del problema consisteva nel riuscire a creare un circuito completo per la garaâ€.
Per la troupe costruire il desolato buco infernale di Terminal Island ed il circuito per la gara è stato un po' come metter insieme un puzzle in 3-D. Poiché Anderson preferiva utilizzare un luogo vero piuttosto che ricostruire l'isola servendosi della grafica computerizzata, lo scenografo ha dovuto costruire una serie di set che—quando messi uno accanto all'altro nel film—creassero un mondo coerente.
Anderson ha creato storyboard dell'intera produzione, ed insieme ad Austerberry ha utilizzato un modello di polistirolo per aiutare i tecnici e gli stuntmen, i direttori della fotografia e le varie unità a visualizzare le scene alle quali stavano lavorando. “C'è voluta un'intera settimana ed un enorme gruppo di persone che hanno dovuto esaminare il copione riga per rigaâ€, spiega Austerberry. “Potevi localizzare fisicamente i vari elementi sul modello di polistirolo mentre preparavi questa o quella scenaâ€.
“Riutilizzando alcune parti di Alstom per farne diverse parti del circuito della gara, alla fine lo abbiamo assemblato per interoâ€, continua. “Abbiamo creato un modello, che è nell'ufficio della Hennessey. Quando giravamo una scena all'interno del suo ufficio, metà della troupe guardava il modello e diceva ‘Ah, adesso è chiaro!’ Potevano vedere finalmente l'intero layout della nostra terra immaginariaâ€.
Questo sistematico approccio tipo puzzle gli ha consentito di scegliere tutti gli elementi dei quali avevano bisogno per creare il circuito automobilistico e la prigione su un'isola opprimente. “C'erano dei silos nel Vecchio Porto di Montreal dalla magnifica architettura industriale e circondati dall'acquaâ€, spiega Austerberry. “Bisognava solo creare l'illusione di trovarci veramente a Terminal Islandâ€. Forniti gli appunti di Anderson al direttore della fotografia Kevan riguardo alle riprese da effettuarsi con un angolatura bassa—con un uso minimo di campi lunghi per creare il senso di un ambiente minaccioso e travolgente—l'idea finale era quella di una terrificante zona di guerra dove i prigionieri venivano annientati.
Un altro pezzo del puzzle è stato trovato nel Bleeker Tunnel, un ampio spazio che ha fornito una nuova profondità a Death Race. Quando ha unito le immagini dei silos nel Vecchio Porto e la strada dritta di Alstom, Anderson ha ottenuto il suo spaventoso circuito per la gara.
Per le riprese in esterno della prigione di Terminal Island, la squadra ha utilizzato una vecchia prigione abbandonata di inizio secolo: St. Vincent de Paul. Sebbene definitivamente chiusa da oltre un decennio, presentava ancora intatti gli enormi cortili interno ed esterno, perfetti per un penitenziario. Infatti, la prigione ha fatto tornare in mente a molti della produzione la famosa prigione del film di Franklin J. Schaffner in Papillon.
Tyrese Gibson spiega che gli esterni erano così realistici da far credere a tutti di trovarsi veramente in prigione. “Non era necessario fingereâ€, spiega. “Dovevi solo guardarti attorno, vedere quelle grandi e vecchie mura e il filo spinato per entrare immediatamente nella parteâ€. Comunque ci sono state delle "pause" per questi nuovi "reclusi". Poiché gli interni di St. Vincent erano troppo malandati, pieni di muffa e pericolosi per girare, gli interni di Terminal Island sono stati girati nei magazzini di Pointe St. Charles.
La vera acciaieria utilizzata nella spettacolare ripresa iniziale quando incontriamo Ames, ha reso il look ancor più realistico e tetro. La produzione ha ottenuto il permesso di girare in maniera documentaristica all'interno della fabbrica, con Statham tra i veri operai al lavoro sullo sfondo di enormi calderoni di acciaio fuso e colato.
Anderson e Kevan hanno colto al volo l'occasione di riprendere un vero operaio in tuta di protezione che usava un manicotto dell'acqua ad alta pressione per ripulire un calderone—con tanto di melma residua—tra i vari turni di lavoro. Spiega Statham, “penso che sapessero che era l'ultima ripresa del giorno ed hanno riempito il calderone fino all'orlo. Al grido ‘Azione!’ sentivo letteralmente i peli del collo che si disintegravano. Ho detto un paio di parolacce dentro di me ed ho mantenuto un espressione stoica mentre camminavo verso la macchina da presaâ€.
Il girato è così perfetto che quasi non sembra vero. In una scena fondamentale, Statham cammina verso la MDP e si toglie l'elmetto di protezione mentre alle sue spalle viene colato l'acciaio fuso. Sembra proprio un effetto speciale—con l'attore sullo sfondo di un green screen— ma non lo è.
Opera distruttiva dei fabbri: Le Automobili di Death Race
Le automobili nel thriller d'azione non sono solo delle estensioni degli uomini che le guidano; sono dei veri personaggi. Ed era fondamentale per il film che le auto in Death Race fossero delle auto realmente esistenti modificate in maniera pazzesca. E' stato un po' come ideare e realizzare due film; la creazione delle automobili è stata faticosa proprio come quella dei personaggi .

Aspetto e dettagli

Anderson e Austerberry hanno lavorato con due concept illustrators per dar via al processo. “Abbiamo dovuto scegliere delle automobili che si potessero facilmente distinguere nel caos della gara—con delle silouhette molto diverseâ€, spiega il designer. “Volevamo anche delle automobili che potessero piacere agli spettatori di tutte le etàâ€.
L'aspetto industriale e ammaccato delle auto è derivato dal fatto che queste sono macchine costruite da criminali. Gli attori amavano le loro rispettive vetture, dotate di napalm, serbatoi per l'ossido di azoto (NOS) ed i sedili espulsori. Spiega Statham che, come Ames, guida una Ford Mustang GT del 2006, meglio conosciuta come The Monster—armata di una lapide di acciaio spessa ¾ di pollice e di due mitragliette che sparano 3000 colpi al minuto: “La Mustang è la vera automobile americana da duri. I disegni già bastavano a sedurre chiunque, ma vedere poi quello che c'era dietro la porta…â€
Gibson come Machine Gun Joe guida una Dodge Ram 1500 Quad Cab 4WD del 2004 armata di tutto punto e ricoperta d'acciaio. C'è montata una mitragliatrice Vulcan presa da un elicottero, che rende la macchina più lenta delle altre ma molto più letale. “E' un immenso pezzo di metallo, ed è logico che lo sia. la mia macchina è un riflesso del mio personaggio nel film,†spiega Gibson. “Ho la macchina più grande perché sono un teppistaâ€.
Il Neo-Nazi Pachenko guida una Buick Riviera del 1966 senza il tetto, affettuosamente ribattezzata la “Death Machine†(la macchina della morte). “L'automobile del supercattivo è piuttosto differente; è simile ad un'automobilina Hot Wheels â€, spiega Austerberry, aggiungendo che l'ispirazione per disegnarla gli è venuta dalla fotografia di una Riviera con il tetto tagliato pubblicata sulla rivista Hot Rod. “Abbiamo unito le due cose e creato la malvagia vettura di Pachenko. le fiancate sono di un bel colore brillante anni Sessanta mentre la parte superiore è color antracite opaco per schiacciarla un po', con il tetto basso e il parabrezza lungo e strettoâ€.
Le altre automobili dei principali protagonisti di Death Race sono di vari tipi combinati tra loro. Tra esse ci sono una Porsche 911 del 1978 di 14K, dotata di quattro lancia missili sul tetto e altrettanti razzi; la XJS Jaguar V12Travis del 1989 di Colt con due M2s (.50 cal.) sul cofano anteriore; la 300 monster automobile di Grimm e la Chrysler 300C del 2006 con tre MAG 58s (.308 cal.), con mitragliette a razzi sul cofano anteriore e lanciamissili su quello posteriore.
Naturalmente il fattore decisivo nel design era la manovrabilità, ma non significava che i piloti non dovessero morire con stile. Altri che muoiono subito, all'inizio della gara, guidano una BMW serie 7 (BMW 735i del 1989) che assomiglia alla cabina di pilotaggio di un aereo. I designer hanno immaginato che fosse stata tagliata a metà, ed hanno posizionato il navigatore dietro al pilota (con al fianco una mitraglietta) per creare una diversa silhouette. C'e anche una Buick Riviera del 1971 “con la coda a barca†ed il retro appuntito, per creare un contrasto con la Riviera di Pachenko del’66 col tetto tagliato—con le punte su entrambi i lati, davanti e dietro.
Accanto a queste bellezze, Anderson ha commissionato la ricostruzione di una Pontiac Trans Am del 1979 con la barra di protezione anteriore, un arma da.50-cal. sul cofano anteriore ed una mitraglietta .308-cal. Sono state disegnate affinché la verniciatura le facesse apparire delle vetture ammaccate e arrugginite che hanno subito un certo numero di danni nei sei anni dall'inizio della Death Race. Quando tutte le automobili sono state messe in fila una accanto all'altra nel Bleeker Tunnel, l'effetto è stato notevole.
Ed ultima, Warden Hennessey ha il controllo della vettura più terribile e mortale di tutte. La Dreadnought è il mostro dei mostri. E' color grigio "nave da guerra" e procede lanciando sbuffi di fumo e con le armi che lanciano fiamme. Con i suoi lanciafiamme, sei missili guidati dal calore del bersaglio, una mitragliatrice PKM e ruote di Dayton Kevlar, la Dreadnought è stata disegnata come l'arma finale, da essere lanciata in tutta la sua furia distruttiva quando la Hennessey sente che la battaglia sta diventando troppo…pari o noiosa.

Preparare i Partecipanti alla gara

Ci sono volute circa otto settimane di lavoro teorico prima che la squadra dei realizzatori si riunisse in un officina meccanica di Montreal. Spiega Austerberry: “Due disegnatori e due concept artists avevano preparato i disegni a Toronto e in seguito ci siamo riuniti tutti a Montreal. Eravamo una squadra enorme [50 perone] a mettere su l'officina, poi abbiamo cominciato a trovare le automobili, quelle vereâ€.
Il caposquadra degli effetti speciali JASON HANSON ed il meccanico costruttore di automobili BRIAN LOUIS e la sua squadra hanno lavorato su 30 automobili di base distruggendole parzialmente e ricostruendole secondo i disegni previsti. La cosa ha significato distruggere i sistemi elettrici ed eliminare airbags ed i sistemi di anti-bloccaggio. “le abbiamo ridotte a dei gusci di metallo vuoti, e poi le abbiamo ricostruite, aggiungendo gabbie di sicurezza, serbatoi e sedili da corsaâ€, spiega. “Poi la squadra degli effetti speciali è intervenuta aggiungendo le altre parti delle automobiliâ€.
Austerberry descrive il processo altamente tecnologico della trasformazione del materiale grezzo nel disegno computerizzato di un'automobile della Death Race. “Uno scanner a mano in 3-D [conosciuto come AndiScan] è stato passato sull'automobile grezza. Poi una seconda squadra nel laboratorio degli effetti speciali ha elaborato i disegni e l'idea in 3-D, affinché potessero essere mandati alla fabbrica che ha realizzato i vari pezziâ€. Mentre succedeva tutto questo, ad ogni automobile veniva tolto il serbatoio ed aggiunto un contenitore per il carburante—insieme all'equipaggiamento per la sicurezza, comprese le gabbie di protezione per alcuni stunt particolari.
JEAN-MARTIN DESMARAIS, realizzatore degli effetti speciali e manager dell'officina descrive l'efficacia del processo dell' AndiScan (che richiede circa mezza giornata per automobile) come “estremamente accurato; scannerizza la vettura fin nei minimi dettagli .Utilizza tre MDP ottiche e tre fonti laser per arrivare in tutti i punti della superficie da scannerizzare. Pesa tre libre ed arriva ovunque sia necessarioâ€.
Il modello in 3-D ha reso possibile per la squadra di DesMaraisdi verificare la collocazione di ogni singolo pezzo—dalle placche di rinforzo e i sedili da corsa alle armi—e di individuare i potenziali conflitti tra essi. ha anche concesso ad Anderson di farsi un'idea del tipo di ripresa che avrebbe potuto tentare con ogni vettura…e della visibilità che gli attori e gli stuntmen avrebbero avuto una volta al volante. Il processo ha risparmiato alla produzione circa tre mesi di lavoro, più o meno il tempo necessario ad installare manualmente le varie parti, tra le 500 e le 900, su ogni singola vettura.
Sono state necessarie circa sei settimane per automobile affinché i tecnici ed i meccanici mettessero insieme le vetture partecipanti alla gara, e poi un'altra settimana per realizzare la sottile lastra di metallo per imitare lo spesso rivestimento d'acciaio necessario alle vetture per sopravvivere agli scontri con le auto nemiche. I piloti della Death Race non durerebbero a lungo senza un'armatura a protezione delle loro auto. Senza contare che il pubblico si secca quando uno dei partecipanti alla gara viene fatto fuori in due minuti.
Per controbilanciare il peso delle armi e dell'armatura aggiunte alle automobili, Louis e la sua squadra hanno aggiunto delle sospensioni notevoli. Spiega, “Sulla Dodge Rams, abbiamo caricato sospensioni da 1500 libre ad una tonnellata per sopportare il peso. Ad esse abbiamo aggiunto 2500 libre di peso tra acciaio, fucili, batterie di riserva e Dio sa cos'altro nel retro. I cannoni posteriori pesano almeno 800 libre—ed a questi vanno aggiunti i due Vulcan sui lati della Dodgeâ€.
Spiega MARTIN MANDEVILLE, incaricato di realizzare gli interni di The Monster, “I reclusi costruiscono e attrezzano le automobili con tutto ciò che riescono a trovare, e quindi abbiamo pensato fosse giusto accessoriare gli interni con pezzi trovati dagli sfascia carrozzeâ€. La sua squadra ha utilizzato una vasta serie di pezzi, compresi alcuni appartenenti ad altri mezzi di trasporto. “Con dei pezzi di aereo di alluminio ho costruito le armi al napalm. Ed un paio di serbatoi li ho usati per le armi da difesaâ€. I sedili espulsori erano un altro degli accessori di base del Monster di Frank e giocano un ruolo fondamentale nella storia. ma poiché un sedile espulsore è piuttosto pesante ed ingombrante, Mandeville ne ha semplificato gli elementi affinché Frank potesse facilmente espellere un paio di sedili dalla sua Mustang.
In totale, sono state utilizzate 34 automobili—incluse sei Mustang, cinque Dodge Ram, quattro Porsche, tre Jaguar, tre BMW e tre Buick di ogni tipo—per dar vita alle 11 automobili principali e alle varie vetture minori che partecipano alla Death Race. Le Ford, le Chryslers e le Dodge sono state acquistate perlopiù in fabbrica, mentre le Riviera, le Porsche e le Jaguar sono state acquistate tramite internet. Altre automobili sono state trovate su riviste specializzate per la compravendita delle auto usate.
Costruire (e poi armare) la straordinariamente vistosa e letale Dreadnought è stato un compito enorme: da Los Angeles sono stati inviati due trattori, ed il guscio di un carro armato è arrivato dal Canada. La Dreadnought è stata costruita a Calgary in un'officina abbastanza grande da contenere il colosso. NIGEL CHURCHER, incaricato dell'operazione, spiega: “Volevamo che sembrasse una sorta di camion già esistente ma rifatto, piuttosto che un veicolo appositamente disegnato e realizzato per funzionare nel filmâ€.
Sebbene la squadra dei tecnici avesse visto le fotografie della Dreadnought prima del suo arrivo, nessuno, incluso Anderson, si aspettava che fosse una tale "bestia". Il rumore delle armi, azinate all'unisono, era assordante. La vettura ha lasciato senza parole sia gli attori che la troupe e tutti hanno applaudito quando l'hanno vista sfilare per la prima volta.

Armare le Automobili della Death Race

Come capo costruttore dell'artiglieria, è stato CHARLES TAYLOR ad armare le automobili. “la sfida è stata quella di prendere delle armi non pensate per delle automobili ed incorporarle sulla Dodge Ram,†spiega Taylor. “nei disegni originali, c'erano degli enormi cannoni Vulcan sulle fiancate. Ma nessuno sapeva che le avremmo veramente potute montare su una vettura. A quel puntoio ho detto ‘Un mio amico ne ha un paio, e potremmo riuscire a montarle’â€.
Inizialmente, la produzione intendeva fingere i colpi delle armi da fuoco, ma Taylor ha convinto tutti che non era necessario. “Non esiste un modo migliore per utilizzarle che farle sparare nel modo in cui sono state progettate per farloâ€, spiega l'artigliere. “Abbiamo semplicemente inserito un sistema elettrico o meccanico al loro interno, a seconda del tipo di arma da fuoco, affinché funzionassero come previstoâ€.
ha poi asserito che, per ottenere l'effetto desiderato, avrebbero dovuto essere molto rumorose. “Dovevano essere così rumorose perché serviva molta pressione per farle funzionareâ€, dichiara Taylor. “Sulla Ram, abbiamo montato quattro mitragliatrici calibro .30 del 1919, insieme a due cannoni Vulcan da 20 mm. La potenza di queste armi avrebbe fatto dire a chiunque si intenda di artiglieria ‘Oh mio Dio, e sulla prossima cosa ci sarà?’â€
La più rumorosa e immensa di tutte doveva però essere la macchina della Hennessey, la Dreadnought, creata su volere della guardiana unicamente per portare morte e distruzione e far salire l'indice di ascolto. Con enormi, cannoni estremamente rumorosi, le armi della Dreadnought dovevano essere, quando azionate, le più impressionanti perché la canna era così immensa. Taylor ha montato un vero e proprio arsenale sulla Dreadnought.
Spiega il tecnico, “C'è l'acchiappa mucche sul davanti e ci sono due mitragliatrici M3 ad alta velocità, calibro 50 sul tetto. Nella cabina ci sono due M134 mini-guns, e sul tetto c'è una mitragliatrice calibro 50 davanti ed una identica al centro. Sotto c'è un lanciafiamme. Sul retro è stata posizionata una torretta da carro armato da 76 mm e—in cima ad essa—c'è una mitragliatrice PKM. Quando questa vettura spara con tutte le armi contemporaneamente è molto più che spaventosa. E' l'Inferno su quattro ruoteâ€.
Scontri e Combattimenti: Filmare gli Stunts
Attori e troupe dei Death Race non avrebbero terminato le riprese del film senza una bella dose di lividi per ciascuno. Le automobili, tuttavia, avrebbero lasciato il percorso della gara a malapena su quattro ruote grazie alle torture loro riservate dagli stuntmen e dalla troupe della seconda unità.
Bolt spiega come le tre unità sono state utilizzate per la realizzazione del film Death Race: “Avevamo un'unità volante ed una prima e una seconda unità. La seconda unità, che marcia parallela alla prima unità, è stata diretta da SPIRO RAZATOS. Il suo lavoro è stato molto specifico, seguendo alla lettera le istruzioni e lo storyboard di Paul. Paul ha diretto tutte le scene non di azione, e poi l'unità volante riprendeva i vari dettagli—piedi sugli acceleratori, conti alla rovescia, volanti…tutte quelle piccole cose che servono a fare un buon filmâ€.

Girare le Scene di Gara

Con varie auto che gareggiavano alla massima velocità, molti sono stati i problemi incontrati durante le riprese di questo film. Alcuni stunt spettacolari potevano essere eseguiti solo una volta, pertanto la squadra di Anderson ha girato quanto più possibile per ciascuna scena. Sono state utilizzate fino ad otto diverse MDP per fornire vari punti di vista—sia dall'alto che a terra. Le MDP erano protette da contenitori speciali per evitare i colpi, il fuoco, il calore e i frammenti di metallo, e sono state montate sopra le automobili così da potersi trovare al centro dell'azione. Spesso la seconda unità era semplicemente fuori dal finestrino delle automobili che sfrecciavano via.
Per lo sceneggiatore/regista, girare Death Race significava strizzare un occhio ad un'altra epoca cinematografica. “Negli anni Settanta ed Ottanta, esisteva un limite a quanto ci si potesse avvicinare con la MDP a certe scene di scontro fra veicoliâ€, spiega Anderson, “ed anche un limite a quanto potevi muovere la MDP. Abbiamo costruito una serie di attrezzature speciali che non sono mai state utilizzate prima d'ora in un film—sono state ideate specificatamente per questo film. Ed abbiamo potuto portare la MDP così vicina al luogo dell'impatto, a queste vere esplosioni—automobili in fiamme, automobili che piroettavano a 20 piedi dal suolo—tutto in modo pratico e sicuroâ€.
Per implementare la sua idea di un luogo e di un tempo mortali, Anderson ha si è servito di una squadra di tecnici e di stunt esperti. Il coordinatore degli stunt della seconda unità ANDY GILL racconta: “Fortunatamente Paul voleva fare dal vero tutto ciò che era fisicamente possibile. Per gli incidenti più clamorosi ci siamo serviti anche di effetti speciali, ma per il resto abbiamo cercato di mantenere il tutto il più reale possibile. Ci siamo tenuti alla larga dagli effetti speciali per quel che riguardava il far volare in aria le automobili…a meno che non fosse fisicamente impossibileâ€.
Per organizzare i vari stunt, Gill ha realizzato diagrammi di tutte le gare, che poi ha codificato secondo vari colori che ne indicavano i minimi dettagli come quali automobili sarebbero esplose e quanti buchi di pallottole ci sarebbero stati su ogni lato.Modellini di automobili sono stati utilizzati per provare le scene.
Quando alla squadra è servito di far saltare in aria veramente le automobili, ne costruivano di speciali che non necessitavano del pilota. “Abbiamo lavorato con la squadra degli effetti speciali per costruire delle apparecchiature adatte allo scopo: delle automobili telecomandateâ€, spiega Gill. “Quando abbiamo avuto bisogno di girare una scena in cui due vetture si scontravano ad altissima velocità andando in pezzi… non abbiamo utilizzato gli stuntmenâ€.
L'altro Gill sul set, il fratello di Andy, Jack, era il capo dei piloti degli stunt. Guidava una “nuova e muscolosa†Mustang da 600 cavalli e lavorava insieme ad altri piloti stuntmen(e agli attori nelle scene in cui erano al volante) assicurandosi che tutte le azioni venissero eseguite in sicurezza e propriamente. Era fondamentale, per esempio nel caso della Ram a causa della scarsa visibilità e delle dimensioni del parabrezza che è alto tre pollici.
Jack Gill spiega che sono stati utilizzati tutti i tipi di trucchetti della guida e tutti gli stunt possibili affinché le gare fossero spettacolari. “L'apparecchiatura per guidare all'indietro la utilizziamo già da cinque anni. E' un piccolo congegno ingegnoso che ti consente di collegare il volante ai pedali e al freno sul retro dell'automobile così che un secondo pilota possa sedere sul retro e guardare dal finestrino posterioreâ€. Questa apparecchiatura ha permesso di realizzare riprese sensazionali.
Per mantenere la storia in sinc, è stato cruciale realizzare riprese degli attori al volante delle automobili. Statham ha eseguito molte di queste scene da solo, ma spesso sia lui che gli altri attori hanno avuto bisogno di aiuto. Jack Gill ha trovato la soluzione: la "pod-mobile". la descrive come una invenzione “utile quando vuoi filmare la reazione degli attori—cosa che non puoi ottenere con il green screen—nel traffico reale e in automobili che si scontrano realmente. Il pod viene collocato in cima all'automobile in gara ed è collegato al volante al freno e all'acceleratore dell'auto. Io guido la vettura da lassù mentre gli attori siedono nella vettura con la MDP che li inquadraâ€.
Così tante automobili veloci che esplodono rappresentavano un grande pericolo, e, a causa della quantità di fiamme ed esplosioni, la squadra dei cascatori ha indossato tute di protezione a tre strati tutto il tempo. I bossoli vuoti dei proiettili rappresentavano a loro volta un pericolo per le gomme delle auto.
Per non rallentare il lavoro, una officina mobile era pronta accanto al set ed una squadra di meccanici lavorava di notte per preparare le automobili per le riprese del giorno successivo. “Ogni giorno cominciavamo preparando tutte le automobili al mattino prestoâ€, spiega Louis. “passandole attentamente in rassegna e assicurandoci che tutto fosse sicuro. Alla fine della giornata poi portavamo le auto da una squadra di meccanici che lavorava di notte. E questi fantastici tecnici riparavano tutti i danni che avevamo provocato di giornoâ€.

Creare i Combattimenti

Mentre le esplosioni delle automobili venivano lasciate agli stuntmen, gli attori hanno sostenuto un bel po' delle scene d'azione in cui guidano e combattono. Era importante che le scene dei combattimenti fossero violente e realistiche come quelle delle corse in automobile, ed Anderson ha richiesto ai suoi attori un certo livello di partecipazione e di azioni fisiche. “Sono abituato a scene di combattimento molto coreografateâ€, spiega Statham. “E non pensavo che la cosa andasse bene per un personaggio come Jensen Ames. Lui è un pilota d'automobili, non un esperto di arti marziali e nemmeno uno che è stato addestrato alle tattiche delle Forze Specialiâ€.
Sebbene l'ambiente di provenienza degli attori fosse piuttosto vario, i ruoli in Death Race richiedevano una certa dose di muscoli come si addice ai detenuti di Terminal Island. Per impersonare Jensen Ames, Statham si è allenato per mesi con LOGAN HOOD, un ex marines. Hood, uno dei trainer dei protagonisti del film 300, sapeva come rimettere in forma gli attori.
la prima volta che ammiriamo le capacità di Ames (ed i mesi di allenamento di Statham) è nella hall del penitenziario. Per calarsi meglio nella parte, Statham ha visitato la Corcoran State Prison in California—dove attualmente è detenuto Charles Manson—nel corso della pre­produzione del film. Come ha avuto modo di constatare nel corso di questa visita: “Entri nella hall e vedi questa scritta: ‘Non verranno sparati colpi di avvertimento’. Ci sono guardie armate che passeggiano in su e in giù. E se si scatena qualsiasi genere di rissa, rimettono subito ordine tra i detenutiâ€.
Il coordinatore dei combattimenti PHIL CULOTTA, controfigura di Statham in Transporter 2, ha eseguito gli stunt del combattimento più clamoroso—un processo che ha richiesto due settimane di lavoro prima che venisse raggiunta la perfezione. Culotta spiega di aver usato tecniche base per farlo somigliare di più ad un combattimento tra cani. “Per mantenerlo basso e sporco, abbiamo cercato di fare in modo che ogni colpo fosse un ‘colpo andato a segno’. Vieni colpito al volto con tutta la forza possibile da Jason Statham—un colpo fortissimo—e poi sei finito. Abbiamo finito col cercare di afferrare qualsiasi cosa ci capitasse a tiro per colpire le persone, compreso il lavandino della cucina.â€
Anche il combattimento nell'officina—dove Ames viene assalito dai neo-Nazisti, colpito alla testa con un tubo di metallo e soffocato con una catena—ha richiesto l'attenta coreografia di Culotta. “Per la scena del combattimento nell'officina della prigione, abbiamo cercato di aumentare il realismo utilizzando quello che potrebbe essere a disposizione in un posto simileâ€, spiega Statham. “Siamo riusciti a mettere le mani su alcuni oggetti favolosi: estintori, grandi tubi metallici…e catene con cui si può strozzare qualcunoâ€. ****
Una volta ultimate le riprese, attori e troupe di Death Race visibilmente affaticati hanno riflettuto sulla loro esperienza e sulle speranze riposte nel thriller d'azione. “E' una forma di intrattenimento certamente per adulti e rispecchia i miei gustiâ€, spiega Statham. “Ci sono belle ragazze, ragazzi che si comportano da ragazzi; Cosa vuoi di più?â€
Concludiamo queste note di produzione con un commento del filmaker, che è rimasto così colpito dal cult visto da bambino. Anderson riassume così la sua esperienza: “In Death Race, desideravo rimanere abbastanza fedele al tono irriverente di Anno 2000 la corsa della morte senza andare troppo sopra le righe. desideravo raccontare una storia più seria e farne un film più dark, ma anche con dei risvolti comici. Ho fatto un film molto diverso dall'originale pur mantenendo un certo messaggio sciale. Proprio come accadeva nel film originaleâ€.
La Universal Pictures Presenta, In Associazione Con Relativity Media—Una Produzione Impact Pictures-C/W —In Associazione Con Roger Corman, Un Film di Paul W.S. Anderson: Jason Statham e Tyrese Gibson in Death Race, con Ian McShane e Joan Allen. Le musiche sono di Paul Haslinger; Il montaggio è di Niven Howie. le scenografie del film sono di Paul Denham Austerberry; il direttore della fotografia è Scott Kevan. Death Race è basato sulla sceneggiatura scritta da Robert Thom e Charles Griffith, da una storia di Ib Melchior. I produttori esecutivi del thriller d'azione sono Roger Corman, Dennis E. Jones, Don Granger e Ryan Kavanaugh. Il film è prodotto da Paula Wagner, Jeremy Bolt e Paul W.S. Anderson. La storia per il grande schermo e la sceneggiatura di Death Race sono di Paul W.S. Anderson, che è anche il regista del film.

LA SCHEDA

Titolo originale: Death Race
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Azione, Thriller
Durata: 89'
Regia: Paul W.S. Anderson

Cast: Jason Statham, Joan Allen, Ian McShane, Tyrese Gibson, Natalie Martinez, Max Ryan, Jason Clarke, Frederick Koehler, Jacob Vargas, Robert LaSardo, Robin Shou
Produzione: Impact Pictures, Cruise/Wagner Productions
Distribuzione: UIP
Data di uscita: 28 Novembre 2008 (cinema)


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